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Sono oltre 2mila i razzi partiti dall’enclave dall’inizio delle ostilità: si parla di 7 vittime israeliane. Dall’altra parte continuano i raid dell’Esercito israeliano, che hanno colpito oltre 150 “obiettivi sotterranei” nel nord della Striscia. Oltre 120 i palestinesi uccisi e oltre 900 quelli rimasti feriti. Scontri anche in Cisgiordania

L’appello del segretario generale dell’OnuAntonio Guterres, a tutte le parti affinché “cessino immediatamente le ostilità“. I combattimenti in corso “hanno il potenziale per causare una crisi umanitaria e di sicurezza incontenibile, e di stimolare ulteriormente l’estremismo, non solo nei Territori palestinesi occupati e in Israele ma in tutta la regione”, si legge nel comunicato del portavoce di Guterres, Stephane Dujarric. Le parti, continua la nota, ancora “devono permettere che si intensifichino gli sforzi di mediazione per porre fine immediatamente al conflitto”. “L’Onu – sottolinea ancora Guterres- è attivamente coinvolta in tali sforzi, che sono anche cruciali per consegnare gli aiuti umanitari necessari alla popolazione colpita a Gaza”. Solo una soluzione politica sostenibile condurrà a una pace duratura, ha aggiunto infine Guterres, ribadendo il suo impegno, “anche tramite il Quartetto per il Medio Oriente, a sostenere i palestinesi e gli israeliani nella risoluzione del conflitto, sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu”. Vale a dire: Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione europea e Russia.

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