Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFAA) ha avviato la Campagna Antincendio Boschivo 2026, predisponendo un articolato piano operativo dedicato alla prevenzione, al controllo del territorio e al contrasto degli incendi boschivi.
L’obiettivo è tutelare il patrimonio forestale nazionale, la biodiversità e le aree protette, attraverso un sistema coordinato di monitoraggio, intervento e attività investigative.
Una pianificazione basata sull’analisi del rischio
La campagna nasce dalla pianificazione operativa elaborata dal Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi attraverso il Nucleo Informativo Antincendio Boschivo (NIAB), struttura specializzata che svolge attività di coordinamento, analisi dei dati e supporto decisionale.
La programmazione tiene conto delle informazioni raccolte nelle precedenti campagne antincendio, dello studio delle cause degli incendi e dell’individuazione delle zone maggiormente vulnerabili.
Sei aree “Hot Spot” sotto massima attenzione
Dal 1° luglio al 15 settembre 2026 sarà rafforzato il dispositivo di controllo nelle sei aree nazionali considerate ad elevata suscettività agli incendi boschivi:
- Cilento
- Gargano
- Pollino
- Aieta
- Itri-Fondi
- Litorale Romano
- Sarno
In queste zone saranno impegnate quotidianamente pattuglie dedicate alla prevenzione e alla vigilanza, con possibilità di potenziamento in base all’andamento del rischio.
Il piano prevede l’impiego giornaliero di oltre 24 operatori specializzati esclusivamente dedicati agli Hot Spot, con il supporto dei Comandi Regione Carabinieri Forestale e di personale con competenze investigative e tecniche.
Il ruolo del NIAB e le indagini sugli incendi
Elemento centrale della campagna 2026 è il lavoro del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, che raccoglie e analizza informazioni provenienti dai reparti territoriali per individuare fenomeni emergenti, aree critiche e possibili dinamiche criminali.
Ogni incendio boschivo sarà sottoposto a valutazione immediata da parte dei Carabinieri specializzati, con l’obiettivo di accertare rapidamente le cause e individuare eventuali responsabilità.
Ridurre il tempo tra lo spegnimento dell’incendio e l’avvio delle attività investigative rappresenta uno degli elementi strategici del nuovo dispositivo.
Droni e nuove tecnologie per il controllo del territorio
La Campagna AIB 2026 punta anche sull’innovazione tecnologica. Nelle regioni più colpite dal fenomeno incendiario saranno utilizzati i Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR), ovvero droni dedicati al monitoraggio e alla prevenzione.
Questi strumenti permetteranno una maggiore capacità di osservazione, una raccolta più rapida delle informazioni e un controllo più efficace delle aree a rischio.
Collaborazione tra istituzioni e cittadini
La strategia del CUFAA si basa anche sulla sicurezza partecipata, attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile nazionale e regionale, gli enti gestori delle aree protette e il volontariato organizzato.
Gli incendi rappresentano infatti una delle principali minacce per la biodiversità e per gli ecosistemi naturali italiani.
La prevenzione resta lo strumento più importante per difendere il territorio.
L’appello ai cittadini
Il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri rinnova l’invito alla responsabilità: evitare comportamenti che possano favorire l’innesco di incendi e segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo.
Attraverso una presenza capillare sul territorio, personale altamente specializzato e strumenti tecnologici avanzati, l’Arma dei Carabinieri conferma il proprio impegno nella tutela dell’ambiente e nella protezione di un patrimonio naturale fondamentale per le future generazioni.
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Campagna Antincendio Boschivo 2026 dei Carabinieri Forestali: controlli rafforzati, droni, prevenzione e interventi nelle aree italiane più a rischio incendi.