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La riforma della nuova legge elettorale supera il primo passaggio parlamentare. L’Aula della Camera dei deputati ha approvato, con voto segreto, il provvedimento con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astensioni.

Ora il testo passa all’esame del Senato, dove proseguirà l’iter legislativo prima dell’eventuale approvazione definitiva.

Caos in Aula dopo il risultato del voto

L’esito della votazione ha provocato momenti di forte tensione a Montecitorio. Dopo la proclamazione del risultato, alcuni parlamentari dell’opposizione hanno esposto cartelli polemici dai banchi dell’Aula.

Tra gli slogan comparsi durante la protesta:

  • “Meloni ha fallito”
  • “La maggioranza non esiste più, a casa”
  • “Legge truffa”
  • “Legge incostituzionale”

La contestazione ha acceso ulteriormente lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, già molto acceso durante il dibattito sulla riforma.

Donzelli: “Se passerà questa legge avrà vinto l’Italia”

Durante le dichiarazioni di voto non sono mancati momenti di confronto acceso.

Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha criticato la posizione delle opposizioni sulle preferenze, rivolgendosi ai parlamentari contrari alla riforma:

“Vergognatevi, se avevate il coraggio di difendere le preferenze, portavate gli emendamenti in Aula e sarebbero passati”.

Donzelli ha poi difeso la necessità di garantire maggiore stabilità ai governi, sostenendo che il Paese non possa permettersi periodi di forte incertezza politica.

“Non può permetterselo l’Italia, non può permettersi dei partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette e superbonus e cotillon”, ha dichiarato.

La riforma ora attesa al Senato

Con il via libera della Camera si apre una nuova fase del percorso parlamentare. Il provvedimento dovrà infatti essere esaminato dal Senato, dove potrebbe essere modificato oppure confermato nella versione approvata a Montecitorio.

La legge elettorale resta uno dei temi più divisivi del dibattito politico italiano: la maggioranza la considera uno strumento per garantire maggiore governabilità, mentre le opposizioni contestano alcuni aspetti del testo e ne mettono in dubbio l’impostazione democratica.