Assoluzione per guida in stato di ebbrezza: scoperta rara sindrome dell’autobrewery
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Un 55enne è stato assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” dopo una lunga vicenda giudiziaria iniziata nel marzo 2022, quando era rimasto coinvolto in un incidente stradale ed era risultato positivo all’alcol test con un tasso alcolemico di 1,19 g/l. L’uomo, tuttavia, ha sempre dichiarato di essere astemio.

I fatti risalgono alla sera dell’8 marzo 2022, quando il conducente, rientrando dal turno di lavoro, aveva perso il controllo dell’auto dopo aver incrociato alcuni animali sulla carreggiata, finendo in un fossato. Soccorso dai vigili del fuoco, era stato trasportato in ospedale.

Dagli esami del sangue era emersa la positività all’alcol, circostanza che aveva portato al ritiro della patente e all’avvio di un procedimento per guida in stato di ebbrezza. Tuttavia, l’uomo ha sempre contestato il risultato, sostenendo di non aver assunto alcolici.

Dopo un lungo iter diagnostico, svolto tra l’ospedale di Cremona e il San Raffaele di Milano, è emersa una possibile spiegazione: la presenza della rarissima sindrome dell’autobrewery (o sindrome della fermentazione intestinale), una patologia che porta alcuni microrganismi intestinali a trasformare i carboidrati in etanolo.

In sede processuale, la difesa ha dimostrato che il tasso alcolemico rilevato non era dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, ma a una condizione clinica rara e poco conosciuta. Il giudice ha quindi assolto l’uomo con formula piena.

La vicenda si è conclusa dopo quattro anni, segnando un caso particolare in cui medicina e diritto si sono intrecciati in maniera determinante.