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Alla fine Papa Francesco avrà il suo albero di Natale. Che doveva essere donato dall’Abruzzo ma si trovava in Molise. “E’ salvo”. E’ arrivato in extremis con le operazioni di taglio già iniziate e bloccate dai carabinieri forestali di Agnone (Isernia) il lieto fine di una vicenda lunga due anni a colpi di carte bollate per salvare l’abete bianco di 30 metri e 200 anni che il comune abruzzese di Rosello (Chieti) aveva promesso a papa Francesco per il Natale in piazza San Pietro.

L’albero, una specie protetta dall’ultima glaciazione di cui restano rari esemplari e per questo è nella lista rossa anti-taglio, non aveva le autorizzazioni per poter essere tagliata, e quindi “morire”. A occuparsi di questo, l’avvocato ambientalista abruzzese Dario Rapino. Il quale ha tentato in tutti modi possibili ed inimmaginabili, di salvare questa pianta da lui geolocalizzata in Molise e non in Abruzzo, nell’abetaia di Montecastelbarone.

“Un esemplare di abete (non bianco) è stato messo a disposizione dalla Regione Abruzzo e sarà prelevato dal vivaio di Palena, ossia da un sito di alberi da taglio”, ha spiegato Dario Rapino. “La vicenda si conclude con uno storico, emozionante esito – ha commentato a caldo. – Aver salvato un albero così importante per l’intero ecosistema è motivo di grande gioia”.

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